Pink and Roll

Auxilium, un grido d'aiuto

Arianna Spennacchio
17.04.2019 19:25

Oggi scrivere è più difficile del solito perchè quando devi mettere nero su bianco ciò che provi è necessario prenderne coscienza, ammettere che qualcosa sta succedendo.

Ho sempre amato questo sport ma è con questa squadra che la mia passione è diventata reale, bruciante, mi ha spinto ad essere presente ad ogni partita per anni, senza mai mancare, non importa quali altri impegni potessi avere.

Non sono in grado di fare un bilancio e rendermi conto se tutto ciò mi abbia regalato più lacrime o sorrisi, ma posso dire quali sono stati gli ultimi in ordine di tempo.

Domenica la vittoria contro Pistoia ha reso felice noi tifosi, due punti ci sono sembrati come un' oasi nel deserto che da miraggio si trasforma in realtà: il sorriso però è durato poco, conquistato sul campo e spazzato via in uno studio notarile.

Adesso c'è spazio per le lacrime, anche per i più fiduciosi, quelli che come me hanno sempre sperato per il meglio, creduto che una soluzione si potesse trovare, siamo tutti sulla stessa barca che affonda.

Sono lacrime di tristezza per una fase della nostra vita da tifosi che sta per finire, per tutte le domeniche che ci ritroveremo sul divano a guardare giocare qualcun altro in serie A pensando a quando c'eravamo noi.

Ma soprattutto sono lacrime di rabbia.

In questi anni si sono sprecati un'infinità di soldi, si sono comprati giocatori che sarebbero bastati a mettere insieme intere squadre per anni e sono stati tagliati dopo pochi mesi, si è puntato in alto, e non dico che fosse sbagliato: l'Eurocup, la Fiat, Larry Brown, il Palavela, le voci di Eurolega, sembra tutto ridicolo alla luce di questi giorni.

Forni è l'uomo che ha perso più di tutti: ha perso credibilità, ha perso una decina di milioni di euro, ha perso la gioia e la passione che lo aveva spinto ad investire economicamente ed emotivamente su questa squadra. È la prova di come le buone intenzioni non bastino, che bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro prima che sia troppo tardi, che la professionalità è fondamentale e non cade dal cielo.

Nessuno dimentica la gioia delle vittorie, la felicità che lo scorso febbraio abbiamo provato nel vincere la Coppa Italia, non dimentico le facce sorridenti per settimane, nemmeno una: ricordo benissimo la Sindaca Appendino in prima fila ad aspettare la Coppa, in prima fila quando si vinceva anche contro Milano e c'era da guadagnarsi qualche voto. La domanda è: adesso dove sono? Tutti quelli seduti a bordocampo, a cui sono stati regalati biglietti, quante azioni hanno acquistato? Quante volte la prima cittadina ha discusso del problema ed ha provato a mediare con gli imprenditori torinesi? Ad occhio penso si sarebbe impegnata diversamente se la squadra piena di debiti fosse vestita di bianco e nero.

Auxilium significa aiuto, forse questo doveva già essere un cattivo presagio, fatto sta che nessuno o quasi ha scelto di aiutarci.

Siamo diventati la barzelletta del basket italiano, ad un possibile fallimento le persone ridono, gioiscono, dicono "era ora, con una gestione del genere" ed hanno ragione: bisognerebbe però rendersi conto che dietro ad una società "malata" ci sono migliaia di tifosi che in questo momento stanno soffrendo, che sono delusi, che vorrebbero poter fare qualcosa ma sono nelle mani dei ricchi, degli imprenditori, di chi ragiona seguendo la logica del profitto; rischia di finire tutto per una cifra che in altri ambienti, sportivi e non, è ridicola.

Ci sono poi i giocatori che fino a questo momento hanno dato il massimo, si sono allenati pur senza stipendio ma che questa settimana hanno perso giustamente la pazienza: non tutti però, alcuni per questa maglia vorrebbero ancora buttare sangue, sudore e lacrime.

Non so dirvi se questo sia un pezzo di addio, un articolo banale nato dalla frustrazione del momento, ma sicuramente è il grido d'aiuto che lancio col poco fiato che mi è rimasto e che spero sia accolto da qualcuno.

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La Porta(nnese) del Paradiso
Ciao Auxilium...