Serie A

È scontro tra Francesco Forni e Carlos Delfino

Arianna Spennacchio
28.12.2018 15:03

Ore caldissime in casa Fiat Torino: la squadra dopo coach Larry Brown perde anche Carlos Delfino.

Riportiamo le dichiarazioni di Francesco Forni e la successiva replica del giocatore argentino (fonti BasketUniversoSportando).

Francesco Forni: “C’è stato un normale confronto a fine gara con i giocatori, i quali sono stati messi di fronte alle loro responsabilità. Delfino è stato l’unico a non voler accettare le critiche, avendo comportamenti ai limiti della violenza nei miei confronti. Vista la reazione assolutamente spropositata rispetto a quanto accaduto, abbiamo deciso di optare per il taglio immediato“.

La forte replica di Carlos Delfino

“Ho quasi 20 anni di carriera. Non ho mai avuto nessun problema con nessuno. La mia carta di presentazione è stata sempre più la persona che il giocatore. Tengo molto più a quello che alle mie performance in campo.

Questo ragazzino è entrato nello spogliatoio, un posto che non è per tutti dopo una partita.
Ed ha iniziato a dire cose fuori posto, a puntare il dito contro qualcuno dei miei compagni. A me questa cosa ha dato molto fastidio ed ho replicato.
C’è da dire che non sono stato l’unico ad urlare contro di lui.
E aggiungo che non c’è stato alcun confronto fisico. Ma scherziamo?

Quello che ho fatto lo rifarei. Io difenderò sempre un compagno davanti al mondo, per me i compagni sono i miei fratelli.
Se qualcuno prova a fare delle cose per dividere lo spogliatoio io non lo accetto.

Io non dipendo dal salario di questa famiglia per vivere, io non mi faccio trattare in questa maniera, come è abituata a fare questa famiglia. Lo rifarei per tanta gente che in questi mesi a Torino mi ha fatto sentire a casa e mi ha accolto benissimo.

Purtroppo questi personaggi sono nel basket e ritengo che gli facciano molto male. Spero se ne vadano presto, come si dice. Rovinano uno sport bello e tanta gente che ci lavora. Pensano di poter trattare tutti come degli schiavi. Se vuole ci mettiamo in campo io, lui, la madre o il padre e vediamo la gente chi vuole che rimanga qui a Torino.

Penso di aver fatto molto di più io a Torino in questi mesi che loro in due anni.

Ripeto, la mia carta di presentazione è sempre stata prima la mia persona. E quello che ho fatto lo rifarei per difendere i miei compagni, il mio allenatore o chi vuole dividere una squadra.”

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