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La Serie A di Torino: evoluzione o creazione?

05.10.2015 17:28

“In principio era il verbo”. Non sappiamo di preciso quale verbo e per facilitare la comprensione evitiamo il modo congiuntivo. Ebbene sì, siamo giunti al grande appuntamento, il ritorno della pallacanestro di Serie A a Torino (non serie A1, non facciamo i fan dei Bros, anni ‘80. Si chiama SERIE A!). Attesa, voluta fortemente da tutto il movimento, conquistata sul campo senza mai acquisire diritti in estate, senza mai comprare diritti o inglobare realtà di categoria superiore ma di potenza economica inferiore. E ora cosa mi tocca leggere? Una sterile, puerile e inutile polemica che mi ricorda quella tra evoluzionisti e creazionisti. Per rendere l’idea, vi propongo un divertente video esplicativo tratto da un cult della cinematografia mondiale.   Ci sono dei giorni in cui mi sembra di vivere in Kansas. Torino è cresciuta cestisticamente giorno dopo giorno, con successi e sconfitte, vivendo la B2, la B1, la A2 e oggi, finalmente, la Serie A. Certi discorsi mi lasciano senza parole, mi mettono tristezza perché vuol dire appropriarsi di qualcosa che è un bene comune. Se la Serie A fosse un bene privato, allora saremmo di fronte alla fine. Al giochino di qualcuno. La pallacanestro torinese in Serie A è dei tifosi Auxilium come di quelli Crocetta, PMS, Kolbe, Cus e 5 Pari. È di tutti coloro che si svegliano la notte alle 3.00 per seguire una partita NBA in diretta. Di chi ha comprato un biglietto per assistere alla Final Eight di Coppa Italia, all’Eurocup, al derby Auxilium-Moncalieri, a chi seguiva giornalisticamente il basket in serie C e a chi si è avvicinato a questo magnifico sport ieri. Soprattutto di chi questo sport non lo conosce ancora. Tutti coloro che, come i cani, provano a marcare il territorio, dico solo che stanno “pisciando” sullo sport più bello del mondo. Difendere questa posizione è come sostenere il creazionismo: ieri non c’era nulla, oggi c’è il distributore della Shell. Si capisce immediatamente che non è così. Sapete cosa vi dico? Stasera andrò a vedere la partita tra Manital e Grissin Bon. Consapevole che anche io la mia parte l’ho fatta per portare Torino in A. Esattamente come tutti coloro che in questi 22 anni, chi più chi meno, ci ha creduto, ha lottato, ha sognato, si è incazzato. Rendiamo merito a chi ha anche speso tempo, denaro ed energia per ottenere ciò: ma non dimentichiamo che si tratta di un'evoluzione. Altrimenti stasera al Ruffini saremmo in 50. Grazie Julio, Grazie Paolo, Grazie Paolo, Grazie Antonio. Torino vi ringrazia e non vi rinfaccia niente, per quanto ogni personalità forte (e voi ce l'avete) attira naturalmente amore e odio. So che ne siete consapevoli di questo concetto, so che come il Papa non crede al creazionismo (lo spero!), neanche voi potete pensare che tutto sia nato l'altroieri, ma che sia frutto dell'evoluzione delle cose. Anche se, leggendo certi commenti, mi sembra che ogni tanto l’evoluzione abbia saltato qualche passaggio. Forza Torino. Sempre!

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