Pink and Roll

Quello che le pagelle non dicono

26.06.2023 11:00

È arrivato quel periodo dell’anno: è trascorso il primo weekend senza pallacanestro, il pallone ha smesso di rimbalzare da un po’, stiamo recuperando la voce persa durante l’ultima partita e facendo pace con i sentimenti contrastanti che abbiamo provato durante tutta la stagione, con l’amarezza di una sconfitta che non può mettere in ombra un percorso eccezionale.

Per me è stato un anno incredibile o forse, per meglio dire, illuminante: coach Ciani nell’ultima conferenza stampa si è domandato in quanti a inizio stagione avrebbero messo Torino tra le prime quattro della classifica e con un pizzico di orgoglio mi azzarderei ad alzare la mano.

Non c’è stato un giorno in cui non abbia creduto in questo team, a partire da quella partita eccezionale giocata e vinta in cinque contro Cremona, ai finali al cardiopalma in cui con un protagonista nuovo ogni volta l’abbiamo praticamente sempre portata a casa, fino al tiro allo scadere che ci ha regalato la finale.

C’è però differenza tra il credere in qualcosa e il sentirsene parte, ed è questo a rendere quest’annata diversa dalle altre, dopo tanto tempo.

Qualcuno una sera mi ha posto delle domande: “Perché lo fai? Perché scrivi? Perché parli del lavoro di qualcun altro?”

In questa stagione ho scritto le pagelle durante ogni partita casalinga, cercando di delineare un quadro d’insieme della gara e al tempo stesso di divertire voi appassionati; ho condiviso una versione personale e soggettiva delle sfide viste in campo non avendo mai la presunzione di giudicare e spero che questo sia chiaro a tutti.

Quello che le pagelle non dicono è che il mio amore per questo sport non potrà mai tradursi in freddi numeri: è quello che mi spinge a non perdere neanche una partita, a fare i salti mortali a lavoro per essere sempre presente, a gioire, ad incazzarmi, a correre al Ruffini anche con la febbre, a trattenere le lacrime quando vedo i giocatori emozionarsi a due passi da me.

È passata una settimana e tutto questo già mi manca, mi manca viverlo e soprattutto condividerlo: vedere il pala Gianni Asti sold out mi ha riportato alla mente anni bellissimi tra A2 e Serie A, derby, cori, la scenografia degli ultimi 10 anni della mia vita: sarebbe bellissimo ripartire da tutto questo.

E se è vero che “gli amori fanno giri immensi e poi ritornano”, credo che la città di Torino dopo tante delusioni debba lasciarsi andare e riaprire il suo cuore a questa squadra.

Questi mesi sono stati un film con una regia da Oscar: soltanto una sceneggiatura banale avrebbe reso i protagonisti vittoriosi alla prima battaglia. Non vediamo l’ora di vedere il seguito.


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