CANESTRO E FALLO - “La Bella e la Bestia”
La bella è, ovviamente, Basket Torino che decide di trasformare un sabato sera normale in uno decisamente ragguardevole andando a vincere in casa della corazzata Brindisi e mandando in visibilio sia l’eroico gruppo di tifosi giunti al seguito della squadra, sia quelli che hanno seguito la partita da casa.
Sono tantissime le immagini di ieri sera che ci porteremo nel cuore, innanzitutto il modo in cui la squadra ha reagito al parziale di 9-0 che a inizio terzo quarto avrebbe steso un rinoceronte e invece, come tutte le altre volte in cui una Brindisi che in attacco riusciva a mettere dentro la qualunque ha provato la spallata, Torino si è ripresa in fretta scacciando i cattivi pensieri come fossero mosche fastidiose. Lo si capiva da come ci si incoraggiava a vicenda dopo una buona difesa anche quando lo svantaggio era ancora sotto la doppia cifra, dal linguaggio del corpo che era di chi non aveva nessuna intenzione di arrendersi senza lottare.
Appena Brindisi ha abbassato le percentuali offensive Torino è stata lì, nonostante qualche libero sbagliato di troppo, pronta a riscuotere. Zach Harvey si dimostra sempre il primo della lista quando c’è da mettersi la squadra sulle spalle nei minuti che contano con le sue penetrazioni coraggiose (sia mai fischiargli fallo, signori grigi, anche ieri sera forieri di perle). Capitan Massone regala un’altra prova magistrale che paradossalmente sembra più apprezzata lontana dalla Mole che qui, Pepe ha il ghiaccio nelle vene sui liberi decisivi e la giusta testa su come conquistarseli dimostrandosi ancora una volta a suo agio nel suo ruolo da saggio gestore e non solo spacca-partite, Faloppa e Scandiuzzi sono In continua crescita, Terry Allen ha iniziato a macinare giocate quando contava di più. Ancora una volta il coro oltre i singoli, segno di una squadra che vuole bene a sé stessa e alla pallacanestro.
Paolo Moretti nella breve conferenza dopo il match ha evidenziato come non fosse contento dei primi due quarti e come sia stata l’umiltà e la concentrazione a permettere di restare in partita per poi vincere. Detto in soldoni: non bisogna accontentarsi di essere “belli”. Aggiungo io, dobbiamo essere anche bravi e lo siamo stati eccome. Piedi per terra, mancano undici (o dodici a seconda dei punti di vista) vittorie alla salvezza e poi si vede, ma per adesso godiamo un pochettino, gasiamoci per il selfie del Presidente Palombella davanti alla tv e, siccome le tre vittorie sono arrivate con la canotta blu addosso, facciamo nostra la mozione Roberto Gallico su Ignoranza Gialloblù di adottare sempre questa canotta. Probabile l’istituzione di un banchetto nei maggiori mercati cittadini per la raccolta firme a riguardo. E ora, la bestia.
La bestia è Lnp Pass il cui funzionamento nella serata di ieri sera ha ridefinito il concetto di “fare cagare”. Partiamo col solito appunto sui commentatori che urlavano come aquile sui canestri di Brindisi per poi sussurrare quasi fossimo in chiesa sull’azione decisiva con cui Harvey ha portato Torino sul +1 nonostante la difesa avversaria cercasse di sventrarlo: ci saremmo anche rotti il cazzo. Ancora una volta il consiglio di seguire le telecronache del “nostro” Marco D’Alessio che pur empatizzando interiormente coi colori gialloblù alza i toni (quando è il caso) per entrambe le squadre così come si dovrebbe sempre fare e non credo che si debba essere dottori in ingegneria aerospaziale (come Marco) per capirlo. Ma giuro che ieri sera è stato il meno.
In ordine sparso è accaduto tutto questo:
- Punteggio a video sbagliato per i primi due quarti: talvolta veniva dato un punto In meno a Brindisi, poi è stata conteggiata una tripla di Harvey scoccata a gioco fermo, quindi altri punti dati e tolti in un andirivieni veramente emozionante.- Schermata con le statistiche sparata durante un’azione brindisina a inizio secondo quarto oscurando la visuale, ma siccome i padroni di casa hanno sbagliato l’attacco forse potrebbe essere un nuovo schema difensivo di Moretti, chissà- Cronometro dei 24 assente dal primo istante, che vuoi che sia, con successiva torsione del collo per cercare di vedere almeno quello direttamente sul campo che spesso veniva inquadrato a metà. Qualcuno pare si sia messo anche a fare il conteggio a mente.- Cronometro generale totalmente sfasato rispetto a quello reale. Anche qui nulla di grave in uno sport che si gioca sul filo dei secondi.- Per almeno 8’ del terzo quarto il punteggio è stato lo stesso identico dell’intervallo, totalmente inchiodato. La gente era costretta o a controllare il risultato su Diretta (che aggiornava prima togliendo pathos) o ricorrere a metodi ormai desueti come segnarsi tutto su un taccuino con la matita. Pare qualcuno abbia anche inviato dei piccioni viaggiatori verso la Puglia e abbia appreso solo stamane della vittoria gialloblù.- Cronometro che va avanti anche durante i timeout, spostandoci in un’ulteriore dimensione metafisica
Ricordiamo che l’app di Lnp Pass non è un servizio gratis et amore elargito dalla seconda serie italiana per bontà d’animo, ma viene pagata con dei soldini e dei soldini buoni. Già vengono tolte alcune cose che permetterebbero di seguire una partita in modo umano (nessuna grafica sui falli personali tanto per dire), già non ci sono replay decenti, già dobbiamo dare un microfono a gente con l’aplomb di Abatantuono in “Ecceziunale veramente”, almeno un minimo di precisione relativamente alle basi dello sport credo che si possa pretendere. Come compensazione per ieri sera non chiedo rimborsi, ma opere di bene, tipo farmi urlare fortissimo “ALLEY OOOOOOP” nell’orecchio del commentatore di Brindisi. Lnp, pensaci.
(Photo credit Uff.Stampa Basket Torino)


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