Serie A

White torna a Trento dove tutto ha avuto inizio

10.11.2016 12:02

Dal 28 novembre 2015 a lunedì 14 novembre 2016. Avversaria Trento, allora come tra qualche giorno. ‘Quel’ 28 novembre fu anche la prima volta in cui D. J. White scese in campo con la maglia dell’Auxilium Cus: erano già passate otto giornate di campionato e lui era dovuto rimanere a guardare a causa della frattura alla mano sinistra.

ESORDIO CON TRENTO

Giornata particolare, quindi: per lui e per tutta l’allora Manital, visto che nell’occasione esordì pure Jerome Dyson. Per dirla con le parole usate poche giorni prima dal presidente Forni, “i due americani più forti del campionato”: sulla carta avrebbe dovuto funzionare, la realtà fu un po’ diversa ma a fine stagione sarebbe arrivata comunque la salvezza e Torino adesso è ancora lì. Con rinnovate ambizioni e White tuttora in squadra. Il match di un anno fa, per chi non lo ricordasse, non andò granché bene: i gialloblù, con Bechi in panchina, furono sconfitti 93-85 e rimasero in fondo alla classifica insieme a Pesaro e Bologna.

I NUMERI DI WHITE

Quanto a White, fece comunque immediatamente capire di essere giocatore su cui poter puntare, segnando 21 punti (10/15 da due), recuperando 8 rimbalzi e rimanendo sul parquet la bellezza di 33’ (nessuno come lui, nemmeno tra i padroni di casa). Piazzò anche una schiacciata che finì dritta tra le azioni migliori di quel turno di campionato: altre ne sarebbero seguite nel prosieguo della stagione e all’inizio di quella attuale, insieme a giocate altrettanto spettacolari e/o efficaci.

OGGI

Al match che chiuderà la settimana giornata di campionato, l’attuale co-capitano della Fiat si presenterà segnando 18,5 punti di media, con il 65,2% da due punti, il 37,5 da tre, il 64 ai liberi (migliorabile, questo sì), 8,8 rimbalzi, 4,8 falli subiti e 24,3 di valutazione. Questo ultimo dato ne fa statisticamente e per adesso il miglior giocatore del campionato insieme al brindisino M’Baye: non male davvero. Anche se in alcuni momenti una maggior concretezza difensiva non stonerebbe certo: “Lavoro per quello”, la promessa del lungo.
Domenico Latagliata
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