CANESTRO E FALLO - "Come se fosse Pasqua"
26 marzo 2016, sabato di Pasqua, Pistoia, serie A1. Sotto di undici all’intervallo l’Auxilium Torino imita qualcuno di leggermente più importante e risorge al rientro in campo vincendo di dieci punti conquistando una vittoria che sarà decisiva per salvarsi dopo una stagione folle sotto tanti punti di vista.
4 ottobre 2026, è San Francesco, ma è come se fosse Pasqua. La Reale Mutua Basket Torino, reduce dalla tremenda battuta d’arresto interna contro Mestre con annessi e connessi, calca senza paura il parquet pistoiese e risorge vincendo una partita fondamentale per il morale e l’auto-convinzione. È ancora presto per capire quanto peseranno questi due punti nell’economia della stagione, ma posso tranquillamente dire che, vivendo l’attimo, la mia gioia è abbastanza vicina alla felicità di quel Sabato Santo.
Rispetto alla partita di dieci anni prima Torino è bella da subito anche se, e rimaniamo in tema di fede, ci dobbiamo fidare perché l’avvio di gara, quello in cui i gialloblù mettono a punto il primo allungo che condizionerà la partita, sull’app di Lnp non si vede. Schermo nero, non si sente nulla, solo chi era lì ha potuto testimoniare come in epoca pre-sport in tv. Loro hanno visto e hanno creduto da subito, ma beati noi che non abbiamo visto e abbiamo creduto lo stesso, anche se abbiamo speso 60 e passa euro per sto Lnp Pass che ci regala sempre grandi soddisfazioni, mannaggia la troia, scusate, ho trasceso.
Torino gioca una partita serissima con gli americani che si mostrano subito di buzzo buono e la bella sorpresa non è tanto Allen quanto Harvey che, dopo una domenica di apprendistato forse ancora un po’ frenato dai postumi del problema alla spalla, ha dispensato leadership e classe. Gli italiani si sono adeguati con un sacrificio feroce in difesa (gran prova di Scandiuzzi) e tanta voglia a rimbalzo. Ognuno ha portato il classico mattoncino da un affidabile Faloppa a un Ghirlanda duro come il granito, da Simone Pepe che quando c’è da ammutolire il pubblico con una tripla c’è sempre a capitan Massone che, al netto di qualche pasticcio, sforna undici assist e una certa vocazione al martirio visto come viene menato senza che un fischio lo premi (cosa fatta notare giustamente da Paolo Moretti in conferenza stampa, secondo, e apprezzato, affondo consecutivo verso gli arbitri).
La Reale Mutua ha resistito ai tentativi di rientro degli uomini di Franco Ciani (tvb sempre, coach) e non sono crollati quando questi hanno messo la freccia per sorpassare. Una tripla qua, una buona difesa là e il morale costruito con il grande avvio ha riportato subito la partita sui binari gialloblù mentre i toscani avevano la lingua di fuori per la lunga e nervosa rincorsa. A un certo punto sembrava una vittoria a braccia alzate, ma un’ingenuità di Allen e due prodezze consecutive di Schina dall’arco ci hanno costretto a rivincerla ed è lì che abbiamo dovuto aggrapparci ancora alla nostra fede.
Già, perché lo schermo di Lnp è tornato buio e sono certo che molti di noi hanno pregato o nominato il Signore in qualche modo che a ben vedere ha funzionato, perché quando è tornato il collegamento video Harvey ha lanciato Ghirlanda per inchiodare il pallone che di fatto ha chiuso la gara.
Io non so cosa abbia detto o fatto Paolo Moretti la scorsa settimana per trasformare la squadra che ha perso nettamente contro Mestre (a sua volta rullata in casa da Livorno, a dimostrazione che il basket è folle soprattutto al piano di sotto), ma ha funzionato. Ovviamente ci sono ancora cose da limare, giocatori da attendere e inserire a novembre ed equilibri da perfezionare, ma confezionare una partita così dopo un esordio tra le macerie è sintomo di una bravura e una sensibilità dello staff non comuni. Poi magari domenica con Cividale sarà ancora un’altra storia, e il coach lo ha ribadito nel finale della conferenza stampa, ma forse no e potremo rivedere le belle immagine di fine gara coi giocatori sotto il settore gialloblù e il presidente Palombella preso benissimo e felice, tanto per restare in tema, come una Pasqua.
(photo credit Mara Rosso)


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