Canestro e Fallo

CANESTRO E FALLO - “Storia di un parziale”

27.03.2024 18:47

Venerdì sera, mentre il mondo cadeva a pezzi, in duemila provavano a scaldarsi il cuore dentro il “Ruffini” assistendo a una gara emozionante fra la Reale Mutua e Trieste. La partita non è il festival delle difese, ma è coinvolgente e senza esclusione di colpi coi gialloblù che provano più volte a strappare senza riuscire a scrollarsi di dosso i talentuosissimi giuliani. Anzi, a 8.15 dalla fine una tripla mostruosa dello scatenato Brooks, nonostante una gran difesa di Ghirlanda, fa mettere il muso davanti agli ospiti. Il tabellone recita Torino 78 Trieste 80 ed è qui che inizia la nostra storia.

Simone Pepe è in una di quelle serrate in cui è affetto da Currysmo. Lo ha già mostrato in apertura con una tripla dal logo Old Wild West e lo fa vedere ancora uscendo perfettamente dai blocchi e infilando una bomba da urlo che ci riporta davanti di uno: 81-80. Sulle ali dell’entusiasmo Simone vola ad agguantare il rimbalzo sulla tripla centrale di Candussi e prende anche una discreta mazzata, anche se nulla a che vedere con quella che, prima dell’intervallo lungo, ci ha fatto improvvisare novene sugli spalti mentre lo vedevamo zoppicare.

Pepe, sentendosi giustamente onnipotente, spara malamente una tripla, ma Schina rimedia dalla parte opposta subendo sfondamento da Ferrero. La sensazione è che si siano girate le proverbiali due viti in difesa e, si sa, se difendi bene attacchi bene. Dopo un’ottima circolazione di palla Teo penetra fra le maglie rosse e sfiora un meritato canestro e fallo per poi convertire i due liberi. La distanza è minima, ma il linguaggio del corpo inizia a parlare chiaro coi gialloblù a battersi il cinque e a incoraggiarsi, mentre gli uomini di Christian si aggirano con le mani sui fianchi.

Nuove preci quando capitan De Vico si prende una “vecchia” e zoppica per qualche istante. Brooks prova la modalità eroe, ma non può prendere il canestro in mezzo a un nugolo di canotte torinesi, mentre Thomas ne appoggia dolcemente due in post basso (85-80). Il Ruffini inizia a ruggire sull’azione successiva con Filloy che perde palla e tutti che fanno a gara a chi si sbuccia di più le ginocchia per recuperare la palla a spicchi. L’ultimo a spuntarla è Pepe che, continuando una gara votata al martirio, si prende anche una discreta mazzata in faccia. Ancora preghiere rivolte all’Altissimo per la salute del classe ’93 che viene sostituito momentaneamente da Vencato, autore di una prestazione da urlo, che fa uno su due (86-80). 

La difesa di Torino è in totale fiducia e il giro palla di Trieste va subito in tilt: sfera sparacchiata fuori e palla gialloblù. Il timeout ospite arriva coi decibel del Ruffini discretamente alti e, dopo il minuto di sospensione, una palla persa da Pepe non viene punita da Brooks per la grande difesa di De Vico. Vencato prende rimbalzo e inventa l’assist per Thomas che va a realizzare facendo zompare di gioia anche il presidente Avino. Dall’altra parte del campo la palla arriva sotto per Candussi che si ritrova avanti un muro chiamata Cusin che regala la seconda stoppata della serata, ma è di quelle che fanno male come sottolinea l’urlo del pubblico. Più otto a 4.38 dalla fine  e l’impressione è che sia già tutto scritto. 

Vencato si va a prendere altri due liberi e li mette entrambi per il più dieci. A Cusin basta alzare le mani per intimidire un Cansussi che ha perso lo smalto che lo ha contraddistinto per tre quarti di gara: altro errore. Thomas in lunetta fa percorso netto e i punti di vantaggio salgono a dodici. Brooks tira male, Schina si infila in un’autostrada che sa di resa (94-80). Il minuto di sospensione triestino è dovuto e nulla più, mentre Marco Galli carica un Ruffini sempre più bollente.

Dopo il minuto di sospensione arriva LA giocata. L’attacco triestino è sfiduciato e perde un pallone che rimbalza verso la metà campo avversaria. Capitan De Vico si butta come un falco per recuperare la sfera come se fosse l’ultimo possesso di una gara 5 punto a punto, la prende, si lancia ancora in avanti mentre il cuoio sembra uscire e lo passa da dietro alle spalle all’accorrente Poser che schiaccia di prepotenza. Urlano tutti. Tifosi, speaker, giocatori, panchina, la redazione di Basket su Torino, parenti a casa: tutti. De Vico torna in difesa a braccia alzate e il tabellone dice 96-80. Dalla tripla del sorpasso di Brooks il parziale è stato di 18-0. Chi c’era ha vissuto un grandissimo momento di pallacanestro.

Prendo in prestito le parole di Davide Regis, uno dei più acuti commentatori cestistici fra i tifosi torinesi: davanti a una compagine ricchissima di talento, Torino ha dimostrato ancora una volta di essere la squadra, intesa come sistema, più forte della Lega. Davide ha ragione. Saremo corti (mancava e mancherà Kennedy), ci saranno squadre con un roster superiore al nostro, ma come sistema di gioco, amalgama, sapersi passare il pallone, volersi sbucciare le ginocchia, sapere organizzare un piano b che non sia tirare alla spera in Dio semplicemente non ce n’è. Poi le partite si vincono e si perdono e uscire dal Palazzo ripercorrendo con la mente le azioni di una gara esaltante soprattutto nella parte che vi ho raccontato è un dono. Franco Ciani e i suoi ce lo porgono quasi ogni domenica. Buona Pasqua a tutti, soprattutto dalle 18 in poi.

'));