Serie A

Volando come vola il tacchino: "Cosa fare per evitare di retrocedere"

Torna Paolo Viberti con la sua rubrica letta, condivisa e soprattutto attesa da molti lettori

Paolo Viberti
17.12.2018 11:33

Tra una conferenza all'Università e una serata con Nibali, tra il decimo libro che sta prendendo forma e un'appassionante collaborazione con le Teche Rai ho trovato il tempo per vedere Pall.Varese-Fiat Auxilium Torino, che mi ha confermato quanto mi aveva detto sei giorni prima Edoardo “Dodo” Rusconi, grandissimo play dell'Ignis Varese e oggi responsabile della formazione prealpina Under 18, che ho ritrovato con sommo piacere ed entusiasmo alla Crocetta per una partita di categoria: "Nella mediocrità assoluta dell'attuale Serie A - diceva il Dodo – basta mettere in campo una buona organizzazione e una grande difesa per potersela giocare con tutti ad armi par". Saggezza antica, quella di Rusconi, puntualmente confermata dall'incontro di domenica scorsa a Masnago.

L'ho già scritto e lo ripeto, anche se ancora una volta si faranno vivi i detrattori che interpreteranno queste mie parole come una pura e sterile critica, mentre ciò che segue nasconde un profondo dispiacere nel vedere la pallacanestro dell'Auxilium mostrare perennemente il suo lato peggiore. Mi si permettano dunque alcune considerazioni che sono frutto dell'amore verso il basket della mia città, senza livori né acrimonie.

1) Si valutino i giocatori di Torino e si confronti ciascuno di loro con il diretto avversario di Varese: la Fiat per talento e per tecnica vincerà almeno otto confronti su dodici. Eppure i prealpini hanno vinto, a tratti quasi dominato.

2) Si valuti il rendimento di squadra delle due compagini: non c'è match per distribuzione di gioco, per scelte di tiro, per presenza a rimbalzo (soprattutto sotto il tabellone avversario), per aiuti difensivi. Varese è una squadra, Torino no.

3) Si valuti ora la progressione del punteggio: Torino fa e disfa, Torino prima non esiste, quindi si esalta, ma poi riaffonda. Ciò significa che ciò che si produce è il frutto di estemporaneità, mentre la prassi è ciò che si subisce, in quanto manca una precisa identità.

4) Già, l'identità: ogni squadra che si possa chiamare tale ha una sua caratteristica. La Banda Bassotti di Peterson, il muro difensivo delle squadre di Maljkovic, il corri e tira di D'Antoni, il passing game di Tonino Zorzi, l'assoluta libertà di schemi di Dido Guerrieri (e oggi di Meo Sacchetti), il rigore chirurgico di Bianchini, la totale padronanza di Banchi.... E l'Auxilium? Che squadra è l'Auxilium? Chi saprà dire come giocherà la prossima partita l'Auxilium? Risposta: nessuno lo sa, perché l'Auxilium non è una squadra!

5) Un allenatore tra i migliori in Italia l'altro giorno mi diceva a patto che io non rivelassi la fonte del suo pensiero: "Torino è quella che rischia di più la retrocessione perché è una squadra senz'anima e mai ha dato a vedere di possederne una!". Verissimo.

 

Sintesi: signor Antonio Forni, che cosa si può fare in vista del match FONDAMENTALE di domenica prossima in casa contro Pistoia? Dico la mia, e le chiedo scusa. Lei che sta soffrendo, lei che ha pagato del suo e che si è esposto oltre misura dal punto di vista economico, emotivo e passionale ora ritorni in possesso della sua creatura con azioni decisive e definitive. Poi, più in là, valuterà se è il caso di continuare o di vendere al miglior offerente. Ma ora, per evitare la retrocessione, è necessario un suo intervento in prima persona. Qui e ora, subito! Ringrazi Larry Brown per quello che ha fatto e anche per quello che non ha fatto e dia la squadra a Paolo Galbiati, visto che sarebbe sciocco e anti-economico pagare un altro allenatore, l'ennesimo. Anche perché mi risulta che le casse non siano colme di denaro... Mezza squadra non segue più The Legend, mezza squadra prima o poi non coprirà più l'inadeguatezza e gli giocherà contro, a tutto danno della classifica, che oggi è già precaria. Si è ancora in tempo persino di agguantare in extremis i playoff, mi creda signor Forni, ma non in questa situazione. Nella vita non c'è niente di più nobile che ammettere i propri errori e Larry Brown è stato uno dei tanti. L'importante ora è evitare che sia uno dei troppi. Con il rientro di Cotton, lei avrà una signora squadra, signor Forni. E se può tenga Jaiteh, centro di sostanza. Sa perché Varese che non ha un giocatore talentuoso come Wilson gioca a pallacanestro assai meglio di questa Auxilium? Perché ha determinazione, a tratti persino un pizzico di cuore, ingrediente ormai sempre più raro nell'attuale basket di primo livello. Scelga i giocatori che hanno voglia di spaccare il mondo e non il whatsapp sempre aperto con il proprio procuratore per capire se in futuro si può strappare altrove un ingaggio più vantaggioso. Torino le chiede un'azione forte, determinata, non ansiosa, convinta, totale! Gli acquirenti per prendere tutto il pacchetto ci sono, ma prima di un'eventuale cessione dia il suo segnale, signor Forni. E lo faccia in fretta, perché ritornare in A-1 dopo un eventuale capitombolo sarebbe un'impresa titanica. Questo gruppo è da prime otto, a patto che diventi una squadra. Oggi come oggi, nello sport qualsiasi gruppo di singoli talenti vale meno di una squadretta formata da comprimari ma in sintonia tra loro. E anche nella vita è così, mi creda. Con affetto e forza Auxilium!         

 

Paolo Viberti

 

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