Pink and Roll

Un derby irreale

Arianna Spennacchio
19.10.2020 16:56

Dopo interminabili mesi di stop si ricomincia e la settimana dopo la prima trasferta stagionale si torna sul campo di casa: il Pala Gianni Asti è teatro del derby di Supercoppa tra Torino e Biella.

Il protocollo covid è rigido e l’ingresso è consentito solo ai 200 tifosi che per primi hanno acquistato il biglietto e ad una manciata di addetti stampa e fotografi, tutti rigorosamente distanziati e con mascherina.

Sono lontani i tempi delle code davanti ai cancelli e delle zuffe con gli ultras biellesi ma ultimamente sono così nostalgica che mi manca anche tutto questo.

È un derby che vuole essere speranzoso verso il futuro campionato ma allo stesso tempo è spento, non ci sono cori a scaldare il palazzetto e ad incitare i giocatori, non ci sono sfottò, manca quella carica di adrenalina che caratterizzava le domeniche di noi tifosi.

La maggior parte di noi è sul divano, con un occhio a LNP TV e l’altro sul web a cercare notizie del nuovo DPCM: il servizio streaming lascerà anche a desiderare ma per lo meno è più puntuale di Conte.

La partita fin dai primi minuti è segnata, con una Reale Mutua concreta e precisa, capace di sfruttare al meglio l’asse play-pivot tra Cappelletti e Diop già ben noto ai tifosi. Sale poi in cattedra il nuovo innesto americano Jason Clark che con estrema semplicità segna un canestro dopo l’altro volteggiando per il campo con il suo fisico longilineo. Dall’altra parte solo Laganà riesce ad impensierire Torino con lampi di puro talento cestistico.

Anche nella seconda metà di gara non c’è partita e Torino resta sempre in testa con un ottimo Daniele Toscano e un indemoniato Clark che chiuderà con 33 punti segnati.

La gara termina sul 104-86 e la Reale Mutua può esultare e guardare alla seconda fase di Supercoppa.

Vincere fa sempre piacere e tornare a guardare i ragazzi in campo strappa un sorriso anche ai più pessimisti: nuvole nere però minacciano tutto il panorama del basket italiano e siamo ancora una volta nel bel mezzo di questa infinita emergenza sanitaria senza punti di riferimento concreti.

Non ci resta che guardare al futuro giorno per giorno, settimana dopo settimana, aspettando tempi migliori e nella speranza che il mondo sportivo venga trattato con la dovuta serietà.


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