Pink and Roll

Buonanotte ai suonatori

Arianna Spennacchio
19.03.2019 12:25

Anche questa settimana abbiamo buttato giù un altro boccone amaro: perdere non fa mai piacere, contro la Virtus ancora meno.

Bologna, capitanata da Aradori, diversamente benvoluto dalla tifoseria gialloblu, e con Sasha Djordjevic come nuovo coach, ha dimostrato di essere decisamente più sveglia della Fiat.

E pensare che si è cercato anche di suonare la carica con la banda musicale, invitata a riempire i divanetti, ma nemmeno i tromboni sono serviti.

Durante il primo quarto la squadra di casa cammina per il campo come un gruppo di ragazzi la mattina dopo una notte di bagordi o una famiglia dopo il pranzo di Pasqua: in ogni caso è evidente che giocare a mezzogiorno non piaccia a nessuno.

La gara si trascina verso la fine, l'unico slancio si ha nel terzo quarto quando Hobson riesce a mettere un freno al suo nervosismo e a servire i compagni con i suoi soliti assist spettacolari e qualche tiro riesce ad entrare.

Il timeout chiamato da Djordjevic è però sufficiente a spezzare il ritmo e a bloccare sul nascere la rimonta torinese: sembra non ci sia nessuno veramente determinato a rigirare la partita e gli sguardi si spengono nuovamente.

Galbiati, che già dal primo quarto si aggirava con le mani in testa sussurrando "non so che fare", all'inizio dell'ultima frazione si arrende: non fa più cambi, non prova a risvegliare dal torpore Wilson seduto in panchina e inizia a pensare alla prossima partita.

Non è facile giocare senza conoscere il futuro della società, rischiando la retrocessione sul campo e il fallimento al di fuori, ma è assolutamente necessaria l'unità di intenti: sperando che i giocatori ricevano in tempi brevi gli stipendi arretrati, è loro compito combattere sul parquet per la salvezza e per rendere anche più appetibile sul mercato la squadra.

I tifosi, nonostante tutto, continuano ad andare al Palavela, a cercare parcheggio per ore, a subire i balletti durante l'intervallo e a ingozzarsi di caramelle: Torino merita di più.

Merita Portannese con la stessa voglia di giocare di qualche settimana fa, merita che Wilson torni ad essere un giocatore di basket, che Mcadoo risponda sul campo a quelli che ormai lo criticano anche quando fa cose giuste perchè abituati ai suoi troppi errori; questa città merita che l'energia di Poeta non vada sprecata, la grinta di Cotton, che Moore sia un leader, che Hobson  non predichi nel deserto e non si demoralizzi al primo errore. Abbiamo bisogno che tutti lottino come Jaiteh, con il sorriso sulle labbra e la giusta cattiveria e che Cusin salti a rimbalzo invece di farsi rotolare la palla sulla testa (tratto da una storia vera).

Domenica ci aspetta la sfida con Brescia ed è inutile dire quanto sia fondamentale vincere: speriamo lo capiscano tutti.

Commenti

Le pagelle di Torino - Bologna
Nubi di ieri sul nostro domani odierno