Coach Arioli vede la luce in fondo al tunnel della Fiat

L'analisi del tecnico della Crocetta: dalla difesa al 'predicatore' Hobson

21.01.2019 16:00

La FIAT perde come da pronostico. I primi due quarti fanno addormentare il pubblico e sembra di vedere una classe del liceo all’ultimo giorno di scuola. VENEZIA sembra di un altro pianeta dal punto di vista offensivo e pur sbagliando una marea di tiri aperti viaggia con vantaggio in doppia cifra senza spremersi troppo. Poi finalmente e improvvisamente, dopo l’intervallo, il PALAVELA assiste a una partita diversa, in cui l’attacco della REYER è costretto a palle perse e tiri forzati e la FIAT innesta le marce alte. Costringere VENEZIA, per vincere,  a togliersi le pantofole e spremere il talento dai migliori giocatori  di un ROSTER interminabile (12° giocatore BILIGHA!! Complimenti a Coach DE RAFFAELE per riuscire a gestire tanta abbondanza) va a merito dei torinesi e fa intravedere una luce, finalmente, in fondo al tunnel.

 

L’ANALISI DELLA SPERANZA: dati del terzo quarto: 58% da due, 67% da tre, 8 TL tirati (più che nel resto del match), 11 Rimb, 5 Assist, 25 punti fatti (a 11…), 9 Falli (come nei primi due quarti), 28 a 7 di valutazione. Negli STATES dicono “ci sono bugie, grandi bugie e statistiche”, ma anche i numeri questa volta dicono che bisogna ripartire da qui. Da una difesa che muove piedi e braccia e che permette di correre in contropiede, da tiri concessi fuori equilibrio tattico che permettono di prendere tutti i rimbalzi, da una pallacanestro di energia che permette al pubblico di entrare in partita e diventare un fattore. GALBIATI e COMAZZI sanno benissimo chi c’era in campo e le perfette rotazioni che hanno fatto in quel momento della partita, e una cosa deve essere chiara: questa squadra ha possibili quintetti “buoni per l’attacco” (ma non per la difesa) e viceversa. Ma se la difesa fa correre la squadra, alza il ritmo e crea situazioni di pallacanestro più facili in campo aperto come nel terzo quarto, allora la strada deve essere quella. Sta ai vari CARR, CUSIN, MC ADOO adeguarsi. Se il messaggio è chiaro anche loro lo faranno. E con COTTON all’orizzonte la musica non potrà che migliorare.

HOBSON IL PREDICATORE: Credo che HOBSON sia uno dei migliori STRANGERS che la Famiglia FORNI ha portato a TORINO in questi anni (e non sono stati pochi…). Con qualche postilla però. Conosce la pallacanestro, ha meno fisico di PATTERSON ma molto più tiro e duttilità difensiva. E’ un buon passatore, è bravo a giocare sia in campo aperto che a difesa schierata e si muove bene senza palla. C’è qualche ombra però. Appena arrivato sembrava essere il giocatore che mancava dal punto di vista emotivo: arringava il pubblico, dava carica… molti hanno pensato “finalmente qualcuno riempie il vuoto lasciato da AIR WASH”. Poi però, a cavallo della vicenda-BROWN, abbiamo visto il suo lato peggiore. Incupito, polemico e distante, in evidente sciopero nei primi due quarti vs CANTU’. Ora: entrare nella testa dei giocatori USA non è semplice, anzi…, ma qualcuno tra gli innumerevoli personaggi che compongono lo staff tecnico-dirigenziale deve sensibilizzare il buon DARINGTON sul fatto che il suo ruolo non è solo tecnico e che ha vere responsabilità anche per la trasmissione di quell’entusiasmo e carica emotiva di cui la FIAT ha vitale necessità.

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