CANESTRO E FALLO - "Gli Acchiappafantasmi"
Ieri sera a un certo punto gli appassionati gialloblù hanno avuto una reazione simile al famoso cane che ha il flashback della guerra. Con la partita apparentemente in mano, dopo un minuto definito da coach Moretti “pornografico” con Torino che ha dimenticato come si facevano le rimesse, Stefanini ha preso tre liberi sulla bomba a 1.7 dalla fine, esattamente come due stagioni fa a Pesaro nella famosa partita in cui Bucarelli sbaglia la tripla dall’angolo, sembra finita, tutte le app danno la partita chiusa, ci si comincia a stringere la mano, ma l’arbitro ha fischiato fallo e tre liberi tutti realizzati dal cestista fiorentino che valgono il supplementare con una gara già vinta che diventa persa. Però al momento siamo a +4, quindi questo non potrebbe accadere, in teoria. Stefanini ne mette due, sbaglia apposta il terzo: ultimo tocco gialloblù a otto decimi dalla fine. Rimessa per loro.
Ecco, in otto decimi è difficile organizzare un tiro come si deve, ma non impossibile e quando la palla è andata nell’angolo a Tambone nella stessa identica posizione di Bucarelli abbiamo sentito, come disse Boniciolli ai tempi, “la spada della morte che mi entrava nella schiena”. E forse nella schiena non era il posto giusto, probabilmente stavolta stava entrando più in basso. Invece questa Basket Torino è così bella che può scacciare anche fantasmi come quello appena raccontato e così, da veri ghostbusters, i nostri hanno intrappolato il brutto ricordo e gli dei del basket hanno soffiato il pallone lontano dal canestro mentre suonava la sirena.
Torino ha compiuto un’altra impresa vincendo con merito e di squadra una partita in cui la determinazione era già chiara dal volto di Lara Pozzato nell’intervista pre-partita e ha accompagnato la squadra dal primo al (pen)ultimo minuto. Ancora una volta un avversario fortissimo, ancora una volta a punteggio pieno, ancora una volta regolato a domicilio e regolato con le armi che già avevano caratterizzato le prestazioni precedenti: ritmo alto, coraggio, una difesa feroce.
Mi veniva da sorridere a pensarlo durante il match, ma poi l’ha detto anche coach Moretti in conferenza stampa: avremmo potuto anche chiuderla molto prima senza un paio di pasticci e di regali enormi. Mi veniva da sorridere perché qualche settimana questa squadra perdeva male in casa contro Mestre e adesso ero lì a dirmi che il finale avrebbe potuto essere più tranquillo contro una corazzata come la VuElle. Questo perché Torino è una squadra serissima, che gioca, si aiuta, ogni tanto pasticcia, ma reagisce e quando sembra che i padroni di casa di turno girino l’inerzia dopo essere stati sotto e i telecronisti di Lnp Pass si stanno leccando i baffi pregustando una strada in discesa, la Reale ritorna in bolla e contrattacca, portandola a casa. Forse quest’ultima caratteristica è quella che ho amato di più in questo periodo: il rimettersi in moto quando, nella maggior parte dei casi, ci si dovrebbe squagliare.
Vola Torino e vola Zach Harvey, ma vola nel senso letterale. Guardate come zompa, ancora una volta, per andare a prendere un rimbalzo prima di mettere a segno la fluttuante giocata decisiva. Dietro la sua grande prestazione c’è tutto il collettivo gialloblù che si muove monolitico con un Massone ancora cattedratico nel playmaking, Pepe straordinario nel prendersi una marea di responsabilità, Allen granitico in difesa, Faloppa e Scandiuzzi sempre pronti a sgomitare e a lottare sotto le plance. Da ieri sera è tornato Lorenzo Benvenuti (a proposito, un grosso in bocca al lupo e grazie ad Angelo Del Chiaro che l’ha “sostituito” in questi mesi) che non giocava una partita da maggio 2025 e ha dato i primi sostanziosi e incoraggianti contributi alla causa. Non male per un 2008, visto che come tale è stato presentato dal telecronista del match, ignaro che fosse un 1995, ma sbagliare è umano, forse Torino, da buona acchiappafantasmi, ha sconfitto anche quello dell’invecchiamento.
I piedi devono rimanere saldi a terra, mancano dieci (facciamo undici per stare tranquilli, via) vittorie alla salvezza, ma abbiamo il dovere morale di goderci questo momento straordinario. E qui faccio un appello alla Torino cestistica che magari vorrebbe aspettare partite più importanti o momenti della stagione più caldi per provare a riempire il Palazzo: signori miei non aspettate, la vita è adesso, l’attimo fuggente che dobbiamo cogliere è ora. La prossima in casa è mercoledì 4 novembre contro Montecatini. Mercoledì giorno infelice? Lo so, ma chi se ne frega, basta scuse, venite. E non perché i ragazzi se lo meritino (e se lo meritano), ma perché potreste meritarlo voi. Potreste meritare di passare una bella serata a guardare della pallacanestro più che piacevole. Poi, oh, abbiamo un presidente che quando vinciamo fuori casa ci regala un post meraviglioso come quello di ieri sera su Instagram, ma cosa devo scrivere ancora per convincervi?


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