Serie A

Volando come vola il tacchino: Fiat, rivoluzione per evitare la A2

Torna Paolo Viberti con la sua rubrica nata su Superbasket e che continua su Basket su Torino

Paolo Viberti
26.11.2018 12:48

FIAT: RIVOLUZIONE PER EVITARE LA A-2

ANCHE “THE LEGEND” LASCI A GALBIATI
ORA si rischia il ridicolo! Dopo la vittoria nella Coppa Italia 2018, l'Auxilium Fiat Torino ha inanellato un ruolino di marcia di 5 vittorie e ben 24 sconfitte, che ha ovviamente impedito ai piemontesi di approdare ai playoff della stagione scorsa e che li relega attualmente all'ultimo posto della A-1, pur in coabitazione con altre formazioni. Il tutto avendo ingaggiato The Legend in panchina (Lorenzino Marrone, meglio conosciuto come Larry Brown) e scialacquato un numero ormai incalcolabile di giocatori messi a busta paga, tanto paga chissà chi... L'errore più imperdonabile che si potrebbe fare ora sarebbe quello di appellarsi alla sfortuna (leggi i tanti infortuni), perché gli insuccessi della Fiat sono unicamente figli di stati d'ansia e quindi di scelte assolutamente sbagliate da parte della società e, suvvia diciamolo, anche da parte di The Legend.

Avanti di questo passo, con le casse societarie ormai vuote per non dire qualcosa di peggio (alla fine della corrente stagione i debiti raggiungeranno almeno i due milioni di euro....), lo spettro della retrocessione potrebbe diventare un'amara realtà dalla quale sarebbe assai difficile svincolarsi in futuro. La recente storia della squadra torinese, che nell'ultima giornata di campionato è stata quasi ridicola per metà gara sul campo della Germani Brescia (non certo i Golden State Warriors....) è da prendere come esempio per capire tutto ciò che NON SI DEVE FARE nella gestione di una società sportiva: l'ansia ha sempre avuto il sopravvento sulla competenza; la fretta ha sconfitto ogni progetto di crescita; l'approssimazione ha sopraffatto le idee. E i risultati sono questi: un gruppo che non difende e che non si conosce in attacco. In altre parole, un gruppo costretto a modificare continuamente organico, rompendo ripetutamente quella coesione d'intenti che caratterizza la “squadra”, riscattandola dal semplice assemblaggio del “gruppo”.

Ma siccome criticare oggi è sin troppo facile nonché vigliacco, a me piace andare oltre, parlando apertamente in proiezione futura, sottolineando che cosa si possa fare (SI DEBBA FARE URGENTEMENTE) per raddrizzare una stagione terribile, alfine di salvarsi dalla retrocessione e magari raggiungere per il rotto della cuffia l'ultimo posto-playoff possibile.

SOCIETA' - L'attuale società ha fallito. Se tutti gli allenatori chiamati in panchina in queste quattro stagioni (compreso Lorenzino Marrone, ma prima Pillastrini, Bechi, Vitucci, Banchi, Recalcati, Galbiati) non hanno convinto la proprietà, se il reggimento di giocatori stranieri tesserati ha in gran parte deluso significa che c'è qualcosa che non funziona a monte, sia nelle scelte che nella gestione delle stesse. La famiglia Forni evidentemente non è in grado di sopportare l'impatto con il basket di vertice in A-1. Tutto qui, senza malizia. E amici come prima. Che sia ansia o qualcos'altro non ha soverchia importanza. Meglio passare la mano ora al miglior offerente, senza poi rischiare di dover vendere il diritto sportivo. Che andrebbe contro a quanto sbandierato per anni dai proprietari (“Noi vogliamo soltanto il bene del basket a Torino....”).

ALLENATORE - Grazie mille The Legend, ma anche lei ha fatto il suo tempo. Ora capisco perché in America offrivano Lorenzino Marrone a destra e a manca. Non si può pretendere di allenare per la prima volta dall'altra parte del mondo quando a 78 anni si hanno seri problemi di salute. Siamo seri, per favore. E anche un po' più professionali... Proprio adesso mister Brown ritorna nuovamente negli Usa: ma stiamo scherzando? Richiamare al più presto Paolo Galbiati in panchina, permettendogli di terminare questa stagione con dignità. Ne è perfettamente in grado, anche se non si chiama The Legend...

SQUADRA - Confermare in squadra soltanto coloro che hanno dato qualcosa a livello di partecipazione emotiva. Tengo Poeta tutta la vita, ma anche il neo arrivato Moore, forse uno dei pochi stranieri azzeccati degli ultimi tempi. Cotton confermato anche zoppo, non appena si sarà rimesso su una sola gamba. E vorrei restasse anche Carr, che senza The Legend ritroverà la via del canestro, come accadeva sotto la momentanea gestione Galbiati. Contratto allungato a Jaiteh sino a maggio: non sarà Jabbar, ma almeno è uno che si sbatte per guadagnarsi la pagnotta. Quando rientrerà, McAdoo sarà utilizzabile anche in ala forte. E siamo a sei. Cusin lo tengo anche con le stampelle o il busto, e fanno sette. Metto in un bussolotto i nomi di Wilson e di Rudd, poi ne taglio uno a scelta ma sarebbe anche meglio rispedirli tutti i due, abulici e indisponenti come pochi. E tengo invece non solo Delfino ma anche Portannese. Senza Bibì e Bibò (Wilson e Rudd), siamo a nove. Anumba e Guaiana fanno undici, per il dodicesimo scegliete voi, a patto che abbia i cabbasisi e che non sia uno schiavo del suo agente.

FUTURO – Voglio una squadra anche scarsa, ma che lotti. E chiedo una società che partecipi senza andare in ansia, che la smetta di cambiare organici come le camicie, che non compri i giocatori su internet e che operi le proprie scelte non in base al palmares ma alla sete di vittoria. Una società che non si lasci più scappare gente come Stojanovic (che stava sulle scatole a The Legend) e che non opti per un giocatore soltanto per il colore della pelle, meglio se scura. Una società che voglia una squadra e non un gruppo. E che non se la prenda con gli arbitri, con i giornalisti e con la sfortuna, perché il vittimismo è la via più semplice per costruire la prossima sconfitta. Alla società faccio una sola domanda: io che sono tifoso dell'AUXILIUM dai tempi della Saclà e poi Chinamartini e poi Grimaldi e poi Berloni, per quale motivo dovrei fare il tifo per QUESTA Auxilium? Grazie per la risposta.

Commenti

E se Brown facesse come Recalcati?
Play the wrong way