Pink and Roll

Certe luci non puoi spegnerle

Arianna Spennacchio
26.01.2021 11:03

Tutti abbiamo bisogno di una luce da seguire.

Cresciamo con la convinzione che il buio sia pericoloso, che le tenebre nascondano chissà quali inganni e anno dopo anno ricerchiamo una scia, un bagliore, qualunque cosa possa suggerirci che siamo sulla strada giusta.

Un giorno poi saremo adulti e capiremo che il buio può essere un comodo nascondiglio e che spesso le luci più accecanti nascondono le ombre peggiori: la luce che perseguiamo è quella che vive in noi, quella più pura che si alimenta con i principi, con i sentimenti, e perché no, con la fiamma dei nostri eroi.

 

“Fu solo dopo molto tempo che la lucciola si sollevò in volo. Come se si fosse risvegliata all'improvviso, allargò le ali e un attimo dopo aveva già oltrepassato la ringhiera e fluttuava nell'oscurità. Poi, quasi volesse recuperare il tempo perduto, disegnò un rapido arco nell'aria accanto al serbatoio”.

 

365 giorni fa si è spenta sulla Terra la luce di un’ anima che ha segnato il percorso di milioni di persone, come soltanto i veri eroi sanno fare: quando quel dannato elicottero si è alzato in volo non sapeva quante ali avrebbe spezzato, quanti cuori lasciato orfani.

Elaborare la mancanza di qualcuno è un percorso complesso e l’assurdità di quel senso di vuoto lasciato da qualcuno che non hai mai incontrato, con cui non hai mai parlato, che non sa nulla di te, è forse ancora più difficile da spiegare.

Quando gli eroi muoiono noi restiamo in silenzio, perdiamo le parole, perdiamo quella scia da seguire.

I giorni passano, il mondo avanza inesorabilmente facendosi largo tra una serie di eventi imprevedibili che cambiano ogni giorno le nostre prospettive.

Impariamo a convivere con i sogni infranti, con quel vuoto che un granello alla volta verrà riempito dagli affetti che sanno colmare le mancanze più profonde: ci saranno nuove gioie, nuovi idoli da celebrare e sentiremo la luce dentro di noi brillare sempre un po’ più luminosa.

Però i mesi passano, e passeranno anche gli anni, e noi restiamo viva memoria, testimoni di un amore e di una passione che non può morire, capaci di ricordare esattamente cosa stessimo facendo nei minuti successivi a quello schianto come capita nelle peggiori tragedie.

Un anno dopo siamo ancora qui, con il cuore a pezzi ma rattoppato, a domandarci quanto sia ingiusto il destino e a maledire come Icaro quel folle volo.

Siamo cresciuti e abbiamo imparato che anche gli eroi muoiono ma quella luce non smette mai di brillare.

 

“Anche dopo che la lucciola era scomparsa, la sua scia luminosa restò ancora a lungo dentro di me. Nel buio totale dietro i miei occhi chiusi, quella piccola pallida luce continuò a vagare molto a lungo, come uno spirito inquieto. In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. Le mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un po' più avanti delle mie dita.”

 

Sarai sempre più avanti di noi Kobe, dove è giusto chi sia colui che è in grado di illuminarci la strada.

 

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