Pink and Roll

Suonale Campani

Arianna Spennacchio
23.10.2019 18:30

In un piovoso lunedì autunnale è arrivata la prima sconfitta per il Basket Torino contro Blu Basket Treviglio.

Un Ruffini grigio e spento come il cielo su Torino ha accompagnato  gli idoli di casa per quaranta minuti, con la curva intonante canti per l’Auxilium e per Paolo Galbiati, in parterre a guardare la sua ex squadra: sarà forse forse che il buon Paolino, diventato biellese, porta un po’ sfiga? Si scherza ovviamente.

Dopo un inizio in cui Campani si dimostra intenzionato a non far rimpiangere l’infortunato Diop, segnando bombe e facendo dimenticare a Borra di essere alto il doppio di un uomo comune, Torino si ritrova comunque ad inseguire e la gara sarà giocata fino alla fine sul filo dei nervi.

I nervi del pubblico vacillano ad ogni fischio arbitrale, ricordando che l’insofferenza per gli uomini vestiti di grigio o d’arancio è comune a tutte le serie.

Ammetto di aver avuto cattive sensazioni riguardo questa partita già dai giorni precedenti ma quando riusciamo a sprecare l’ultimo possesso faccio quasi fatica a crederci.

Treviglio ha la rimessa in zona d’attacco con un secondo e un decimo sul cronometro: la palla vola, spintoni, finisce nelle mani di Pacher che fa una finta, Toscano non fa in tempo a recuperare e lui appoggia due punti al tabellone.

Ho capito in quegli istanti cosa si intende quando si dice “un attimo che dura una vita”: il canestro è indubbiamente buono, non sono in grado di giudicare se la cronometrista abbia colto il significato del “carpe diem” o se il tempo è partito in ritardo.

L’unica cosa certa è che passano gli anni, cambiano società, giocatori, staff ma a Torino siamo sempre capaci di perdere come (…) pinguini all’ultimo secondo.

Quindi per tutti quei tifosi che cercano ancora un contatto con la vecchia squadra, eccovi serviti: ci si incazza anche in serie A2.


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