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Volando come vola il tacchino: Questa Fiat Auxilium merita la A2

Il punto di vista di Paolo Viberti nella sua rubrica sulle recenti vicende della Fiat Torino

Paolo Viberti
13.01.2019 22:05


QUESTA FIAT AUXILIUM MERITA LA A-2

di Paolo Viberti
Non lo dice nessuno per paura, per scarsa convinzione, per pudore, per altre finalità che comprendo e che giustifico? Bene, e allora lo dico io: questa Fiat Auxilium Torino merita la retrocessione in A-2. Ohhhh l’ho detto! Era da un po’ di tempo che l’avevo lì, ma mi restavano sempre alcune speranze del tipo “come giocheranno senza Larry Brown?”, oppure “forse tornano a essere una squadra dopo che Taylor si sarà tolto dalle scatole, visto che non posso pensare che un ragazzo dalla vita personale perlomeno tormentata possa dirigere una squadra”, o ancora “prima o dopo il talento dei singoli verrà fuori”, o magari “senza l’ingerenza del vice-presidente tutto ritornerà quasi normale….”. 

E invece no, la trasferta di Pesaro con relativa, inaudita sconfitta, mi ha convinto a profferire la fatidica frase: questa Fiat Auxilium Torino merita la retrocessione in A-2. Attenzione: non la Fiat Auxilium in generale, ma questa Fiat Auxilium. Mi spiego meglio: sono quarant’anni che penso e scrivo che lo sport è l’unica pratica sociale in cui vivaddio regna sovrana la meritocrazia, per cui coerentemente adesso dico: la questa Fiat Auxilium è la più scarsa dell’intera A-1. Il che non significa che con alcuni accorgimenti compagini come Pesaro, Pistoia, Reggio Emilia e forse Cantù siano anche messe peggio. Ma con una differenza: le altre squadre testé citate talvolta hanno palesato qualità che Torino non ha mai gettato sul parquet. E dunque è giusto che retroceda, se davvero lo sport è ancora un’isola felice in cui tu ti puoi chiamare Agnelli o Lavazza o Benetton o Berlusconi o Dio, ma se non sei capace a fare canestro te ne stai seduto in panchina o addirittura in tribuna.

Mi si dirà: <Sei il solito tifoso incazzato che reagisce con rabbia per la beffa di Pesaro!>. Rispondo con somma tranquillità: io sono un tifoso di sport. Per questo amavo la Chinamartini, la Grimaldi, la Berloni, l’Ipifim….. Perché quelle erano compagini sportive, che commettevano errori ma lottando. E questa Fiat Auxilium? Questa è una summa di piccole grandi incompetenze. Dal giorno del divorzio da Luca Banchi (forzato, suvvia, o vogliamo prenderci in giro?) sono stati commessi errori madornali, grossolani, marchiani, dopo i quali si è sempre puntato il dito sull’esterno: sui giornalisti che non aiutavano, sul pubblico che contestava, sulla Fiat che ha ridotto il budget, sugli allenatori incapaci, sui giocatori malandrini (ma chi li aveva scelti, ‘sti malandrini?), sugli arbitri presupponenti… Il mea culpa non ha mai fatto parte del Dna di questa Fiat Auxilium!

Domanda da prima elementare: perché questa Fiat Auxilium dovrebbe salvarsi? 1) Gioca peggio di tutte le altre, Pesaro compresa che contro i nostri eroi non aveva più di cinque giocatori decenti. 2) Ha giocatori senza attributi e sto parlando esclusivamente dei mercenari, pardon degli stranieri. 3) Ha una società in cui non tutti remano dalla stessa parte. 4) Ha un presidente encomiabile per il denaro che ha versato nel corso degli anni ma totalmente in preda all’ansia di fallire. Da qui alcune sue scelte totalmente sbagliate. 5) Ha un vice presidente che è stato proiettato sul proscenio senza avere né esperienza, né vissuto. E ogni suo intervento ha sortito l’effetto boomerang. 6) Ha cambiato più giocatori che fidanzate da parte degli stessi giocatori. 7) Ha gettato sulla graticola fior di allenatori. 8) Ha inserito nello staff un responsabile della comunicazione che non comunica e che spesso fa fatica a salutare (ma questo è un problema suo…). E quando interviene lo fa quasi sempre e soltanto per riprendere i cronisti per quello che hanno scritto. 9) Ha tagliato giocatori con gli attributi (Delfino), tenendone altri che neppure la paternità ha fatto crescere (Wilson), ingaggiandone altri ancora che erano voluti soltanto da Brown (Hodson) per poi tagliare Brown (un capolavoro di coerenza). 10) Ha una società che smentisce i contatti di vendita quando anche i palloni del Palavela sanno le due parti si sono viste e riviste.

Dunque, questa Torino merita la A-2 perché lo sport non prevede di salvare una società solo perché è in una grande città; perché ha un fior di sponsor; perché ha un magnifico palasport; perché è in buoni contatti con Bertomeu e può giocare in Europa con le wild card; perché ha l’aeroporto; perché è sorretta dalle istituzioni cittadine. Queste non sono le leggi dello sport, ma del business!!!! Lo sport dice invece che devi dare tutto in campo, che devi legare con il tuo allenatore (si veda come Pesaro ha agganciato Torino al termine dei 40’: pazzesco non fare fallo!!!), che devi rispettare le regole, che devi nobilitare la maglia che porti, che sei un professionista e non un soldato di ventura, che devi uscire dal campo con la lingua che tocca terra!!! Ecco perché Torino merita la A-2. Pardon, questa Torino. La prossima potrebbe anche giocare i playoff, e non mi stupirei. Ma occorre fare in fretta. Sono quindici mesi che lo dico e lo scrivo. E fui considerato il nemico del popolo!!! 
 

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