Pink and Roll

Dolcetto e scherzetto

Arianna Spennacchio
03.11.2018 10:23

Per tutti i tifosi della Fiat Torino che hanno preferito andare al Palavela sotto la pioggia piuttosto che ad una festa in maschera, la notte di Halloween ha regalato emozioni.

La sfida contro Malaga si preannunciava ardua, al limite del proibitivo, viste le due sconfitte della scorsa settimana e il roster di grande talento degli avversari, e i primi venti minuti sembrano dare ragione ai pronostici.

Intorno a me vedo solo facce abbattute, teste bagnate e qualche bambino urlante: ancora una volta la squadra è scesa in campo senza grinta, con poche idee in attacco e subendo tantissimo in difesa.

Malaga viaggia a ritmi stellari, segnerebbe triple anche ad occhi chiusi e sconcertati ci domandiamo se non abbiano allargato il canestro quando hanno rimontato il campo. L'arbitro infatti nei primi minuti di gara ferma il gioco per un problema alle attrezzature, ma pare sia a causa del tabellone segnapunti...

Sotto bombardamento Mcadoo ha l'espressione di chi è stato svegliato nel bel mezzo di un brutto sogno, si sbagliano appoggi facili e si gioca a pallavolo quando si tocca palla a rimbalzo: la situazione è tragicomica.

Suona la sirena dell'intervallo e abbiamo tutti preso atto delle percentuali irreali degli spagnoli, sicuramente addestrati con un passato da cecchini dell'esercito, un po' abbattuti ma non ancora rassegnati: Rudd sta giocando con un ritmo decisamente più alto del solito e Carr sembra aver ritrovato fiducia con anche un buzzer-beater da nove metri.

Quello che accade negli ultimi venti minuti include brividi, rabbia, coraggio, una proposta di matrimonio a Poeta, una standing ovation a Wilson e qualche lacrimuccia.

Pare che Galbiati, sull'orlo di una crisi di nervi, sia riuscito a scuotere i suoi e a partire dalla metà del terzo quarto la musica cambia: si lotta su ogni pallone, finalmente si vede un bel gioco e soprattutto una difesa che non lascia respirare i giocatori di Malaga, che sono incredibili e segnano lo stesso, ma con meno facilità rispetto a prima.

Le facce intorno a me sono quelle di sempre ma hanno un'altra luce negli occhi, e anche io, per la prima volta forse in questa stagione, mi sento felice di guardare questa squadra giocare. È una sensazione che va al di là della vittoria o della sconfitta, è emozionarsi e sentire la tua voce e quella di chi è vicino a te unirsi in un unico coro, ridere, imprecare sugli errori e urlare quando la palla ti regala un canestro.

Il capitano suona la carica nell'ultimo quarto segnando e servendo un assist spettacolare a Rudd, si gioca di squadra e la squadra funziona: la rimonta è compiuta e sempre il numero 1 segna la tripla del sorpasso nella bolgia del Palavela.

Gli ultimi due minuti portano la firma di Wilson che torna ad essere quello che tutti stavamo aspettando, un leader che segna i canestri chiave della partita.

Lo sforzo però non riesce a regalarci la prima vittoria in Eurocup, Fernandez è così glaciale che non sembra nemmeno umano e dopo aver bussato alla porta della vittoria non ci sono dolcetti per noi ma solo l'ennesimo scherzetto.

I rimpianti sono frutto dei primi due quarti e di qualche chiamata arbitrale dubbia, ma la grinta messa in campo negli ultimi minuti merita l'applauso del palazzetto.

Non tutte le partite possono essere giudicate semplicemente in base al risultato, bisogna tenere contro di molti aspetti tecnici e ancor di più del lato umano dei giocatori: la rabbia di Cotton, la commozione di Rudd e Wilson che dopo la sirena va in lunetta per segnare il libero sbagliato nel finale, raccontano di un gruppo che ha voglia di vincere e di reagire ad un periodo negativo.

Se tutte le partite fossero affrontate come questi ultimi due quarti potremmo davvero essere una squadra che può giocarsela con chiunque, e quale banco di prova migliore se non la sfida contro Milano di domenica...

Photo credits: Fotoracconti.it

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