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Torino...dove eravamo rimasti?

Dall’ultima sfida a Trapani alla possibile promozione, passando per lo stop al campionato: gli ultimi tre mesi della Reale Mutua, sempre più vicina all’A1

Veronica Guariso
30.05.2020 19:24

È l’8 marzo 2020 quando Torino gioca la sua ultima partita della stagione. Il coronavirus, che ha avuto il primo caso in Cina, sta prendendo piede e giorno dopo giorno la situazione si aggrava tanto da far girare voci su una possibile sospensione del campionato. Nonostante il via ad alcune restrizioni da parte del governo, coach Cavina riesce a schierare il suo quintetto tipo ancora una volta nella trasferta di Trapani, per concludere così la stagione regolare. Reduci dalla vittoria contro Casale per 76-65, i suoi non riescono però ad imporsi: un cospicuo vantaggio conquistato nel secondo quarto non è sufficiente a portare a casa la partita, che si chiude sull’86-85 per i padroni di casa. La sconfitta non priva la Reale Mutua della vetta della classifica, lasciando alla fase ad orologio ed ai play off l’ultima parola. La prossima tappa sul calendario è però la Coppa Italia. Dopo gli ultimi avvenimenti, che hanno portato a giocare a porte chiuse non solo il basket, le previsioni non sembrano essere così ottimiste. Il passaggio dallo stato di epidemia a quello di pandemia dà ufficialmente il via all’emergenza. Un clima surreale comincia ad attraversare l’Italia, tra i Paesi più colpiti, con conseguenze che ricadono anche e soprattutto sul mondo dello sport. Siamo di fronte ad un “freeze-frame shot”, per usare un termine cinematografico. Tutto viene congelato. Il tempo sembra essersi fermato, le strade si svuotano, e un’aura desolante comincia a sovrastare ogni cosa. Il basket rimane fermo a quell’8 marzo e con il passare dei giorni la Lega sceglie di concludere la stagione. Restano perciò in bilico le sorti dei vari club, tra i quali anche Torino, desideroso di conoscere il proprio destino. Il campionato gialloblù viene infatti stoppato sul più bello e l’augurio di un’eventuale promozione in A1, obbiettivo principale della Reale Mutua, diventa sempre più flebile. Come si suol dire però, “la speranza è l’ultima a morire”. Quel mostro chiamato “coronavirus”, che ha intanto inghiottito il nostro Paese, si ingigantisce sempre di più, andando a privare della vitalità consueta anche il resto del mondo. L’intero sistema globale sceglie di ricorrere a misure drastiche: cominciano i lockdown per impedire che la situazione contagi sfugga ulteriormente di mano. La crisi è tale da far considerare il periodo in corso come la parantesi più buia dal secondo dopoguerra. Quando si tocca il fondo però si può solo risalire, ed è proprio ciò che accade. Le misure di sicurezza adottate sembrano essere efficaci e, nonostante l’attesa di un vaccino ancora in fase di elaborazione, dopo un paio di mesi comincia ad intravedersi la luce in fondo al tunnel. Il 4 maggio parte ufficialmente la Fase 2, che permette un graduale avvicinamento alla normalità. La grande svolta per Torino arriva però il 15 maggio. I vertici della Lega Basket, riunitisi in assemblea, hanno infatti deciso di apportare alcune modifiche per la prossima stagione di A1 e quella più importante riguarda il format del campionato: il numero di partecipanti viene aumentato di una squadra, passando quindi da 17 a 18 club. La Reale Mutua viene poi individuata come la squadra con il ranking più alto e può ufficialmente dare il via all’iter per la promozione. Il primo passo da compiere è la cessione del club da parte di Stefano Sardara, già presidente della Dinamo Sassari, che si dichiara subito favorevole. Il termine massimo per l’iscrizione in A1 è il 31 luglio, ma i gialloblù possono già intravedere la massima serie ad attenderli. La favola, rovinata con il fallimento dell’Auxilium due anni fa, è vicina al raggiungimento del suo lieto fine, così come la questione covid. Coach Cavina, tra i confermati assieme a capitan Alibegovic, Toscano e Pinkins, si è messo all’opera per implementare l’organico. Tutto deve essere pronto per la Supercoppa (in programma dal 29 agosto al 20 settembre), tassello che decreterà ufficialmente il tanto atteso ritorno sul parquet.

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