Amarcord

Sogno di una notte di mezza estate

“Servirà una serata perfetta“. A sette anni di distanza, Torino può riscrivere la storia.

Domenico Marchese
29.06.2021 17:56

Non so se a voi faccia lo stesso effetto, ma questa serie finale mi ha in parte riconciliato con il mondo dopo un anno degno di un disaster movie hollywoodiano. Il ritorno del caldo, il prepartita, la tensione, le emozioni vissute in campo e soprattutto la squadra della mia città che si gioca qualcosa di importante, di storico. Stasera Torino e Tortona metteranno in campo tutte le loro energie residue, poche a dir la verità vedendo l'andamento della finale: difficile se non impossibile assistere a due prestazioni consecutive dello stesso tenore. Non a caso l'ultima partita è stata decisa da un blooper, termine che indica una sorta di "papera": non ce ne voglia la squadra di Ramondino, che ha dimostrato di avere talento, attributi e qualità da Serie A. Il tiro di Fabi è stato talmente sbagliato, talmente fuori asse da trasformarsi in volo in un assist di sponda per Cannon, che ha sfruttato lo svenimento di Diop (autore di una partita sensazionale) per appoggiare al tabellone il canestro più facile di tutta la serie. Sarebbe bastato un tiro leggermente migliore da parte dell'argentino, ma non troppo, per essere qui a parlare di Serie A e del futuro della piazza torinese (che, sappiamo, è garantito e roseo). 
Invece siamo ancora qua a parlare di Gara 5 come sei anni fa, nel 2015, quando Torino era Manital e l'avversaria era Agrigento. Ieri ho avuto la fortuna di intervistare Luca Bechi, coach con cui ho vissuto la stagione della promozione: se da un lato ogni paragone tecnico sarebbe ingeneroso, perché le squadre sono figlie della situazione e non devono essere valutate "sottovuoto", dall'altro è indubbio che la pressione per la squadra sia completamente diversa. Eppure quell'anno in pochi pensavano che Agrigento, squadra solida e ben allenata, avrebbe potuto rovinare la festa gialloblù mentre stasera tutto è in bilico: "Le quattro partite hanno detto che le due squadre hanno dalla loro alcuni punti di forza e pochissime debolezze - ha spiegato Bechi -. Hanno fatto una stagione importante, ai vertici, e hanno subito come tutti il Covid. Sarà 50/50".
L'ago della bilancia si sposterà nella direzione della squadra che avrà un grammo in più di energia: in gara 4 gli strappi sono stati tanti ma ogni volta chi l'ha subito ha raschiato il fondo del barile per trovare quel guizzo necessario per ricucire il break. Sforzi che pesano più a livello mentale che fisico, e che saranno sempre più complicati da compiere: siamo al dodicesimo round ed entrambi i pugili barcollano. Stasera il primo diretto ben assestato sul volto dell'avversario potrebbe essere quello decisivo, da entrambe le parti. Un peccato che non si sia potuto vivere una serie finale così ricca di adrenalina e di contenuti con il palazzetto pieno e carico di passione: "Nelle gare 5 la palla pesa e devi avere la capacità di staccare e staccarti da tutto, anche dall'importanza del risultato. Se perdi l'attimo per giocare, inizi a pensare a quanto sia importante la partita: se lo fai non sei più in trance e non riesci a dare il massimo. La bravura è pensare al presente e al bene della squadra, senza voler risolvere la partita da solo o viceversa aspettare che la risolvano gli altri". Se lo dice Bechi, che la sua gara 5 l'ha vinta, non possiamo che fidarci.
 

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