Pink and Roll

La passione non retrocede

Arianna Spennacchio
13.05.2019 17:00

Quando ci si risveglia dopo un bel sogno tutto ciò che desideriamo è poter richiudere gli occhi e continuare a viverlo: questa mattina ho aperto gli occhi e vorrei solo che tutto sparisse perchè l'incubo è reale.

Alla fine della scorsa stagione mi chiedevo che cosa avrei fatto per tre mesi senza basket, adesso che l'Auxilium è a un passo dall'oblio la domanda che in me risuona più forte è soltanto una: "Come avete potuto farci questo?"

Per due settimane ho provato a scrivere qualcosa ma ero come bloccata, una parte di me si rifiutava di credere a questa situazione assurda e, finchè ho potuto, non ho avuto il coraggio di mettere la parola fine a questo capitolo della mia vita, aspettando il momento in cui sarebbe calato il sipario.

Quel giorno è arrivato e questo pezzo è tutto ciò che non avrei voluto mai scrivere.

Sono fiera di poter dire di aver vissuto questa squadra al 100%  in questi anni, e parlo a nome di tutti coloro che non si sono mai persi una partita, che hanno viaggiato per centinaia di km, per chi ha pianto più forte degli altri nella tristezza e chi ha urlato di gioia nei momenti più belli: per chi ha respirato questa Auxilium ogni giorno della sua vita e sa che tutto questo non è soltanto un gioco.

Io nemmeno me lo ricordo com'erano le mie giornate, le mie domeniche, prima che iniziassi a seguire questa squadra e onestamente non so ancora cosa potrà colmare questo vuoto che da ieri sento dentro di me.

Una parte del cuore di noi tifosi si è spenta per sempre, è stata uccisa, siamo stati derubati: ci hanno portato via la nostra passione, la possibilità di lottare per i nostri colori, di cantare insieme, di sentire quel pallone rimbalzare che per noi è come musica.

In questi anni abbiamo visto di tutto, vissuto più momenti negativi che positivi, ma tutto questo soffrire ha fatto in modo che gli attimi felici brillassero ancora di più.

Ci hanno regalato un sogno fatto di zucchero filato, fumo negli occhi, un castello di carte senza fondamenta: una realtà bellissima vista da lontano ma che mostra tutte le sue crepe e debolezze non appena ti avvicini. È bastato un soffio perchè tutto cadesse giù e trascinasse sul fondo tutte le persone che hanno creduto e lavorato affinchè la favola del basket a Torino continuasse.

Entrare per l'ultima volta al Palavela è stato surreale, spettatori di una partita senza significato, in un silenzio doloroso rotto dagli ostinati cori della curva: tutti insieme, fino all'ultimo respiro, per l'Auxilium e contro tutti quelli che sono stati incapaci di gestire l'economia di una società e che hanno fatto tre passi più lunghi della gamba, contro chi ha fatto la voce grossa negli spogliatoi ma non ha avuto voce quando bisognava fermarsi e chiedere aiuto. Contro quelli che non erano al palazzetto a recitare l'ultimo atto, che non hanno avuto il coraggio di guardare in faccia i tifosi in lacrime a fine partita.

Quelle lacrime sono cadute a tutti, vi sfido a dire il contrario: io personalmente le ho trattenute dalla mattina, le ho trattenute durante i cori che ricordavano la Coppa Italia, ma non ho potuto fermarle quando abbiamo ringraziato il nostro Capitano, perchè è stata la dimostrazione che gli uomini onesti e appassionati esistono, hanno un cuore enorme e non verranno mai dimenticati.

Non so quanto ci metteremo ad elaborare questo lutto sportivo nè che cosa verrà dopo: forse davvero per ogni fine c'è un nuovo inizio, ma la scalata sarà lunga e tortuosa e in questo momento purtroppo non c'è spazio per l'ottimismo.

Volevo ringraziare tutti quelli con cui ho potuto condividere la mia passione in questi anni, tutti coloro che hanno contribuito a tenere in vita questa squadra e che hanno continuato a suonare nonostante la nave Auxilium stesse colando a picco. Dico grazie anche per tutti quei piccoli momenti che ho dato per scontati ma sono stati preziosi, per le amicizie e l'amore che ho trovato vivendoli.

Vi chiedo scusa se non sono stata in grado di raccogliere qui i sentimenti che tutti noi stiamo provando ma le immagini di questo breve ma intenso viaggio mi affollano la mente e rendono questi giorni difficili e infinitamente tristi.

Ci hanno tolto tutto, ci hanno presi in giro, ci hanno spediti in A2 nonostante il campo dicesse tutt'altro ma noi siamo ancora qui, senza sapere da dove ripartiremo, in debito solo di emozioni e con la voglia che questo sia solo un arrivederci.

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