Serie A

Harvey, fiducia per superare il momento. E con Milano...

03.11.2016 16:51

Per lui stravedono tutti. Solo che la palla al momento non entra. E, per uno che è sempre stato abituato a buttarla dentro, la sensazione non deve essere delle migliori. Il fatto è che di Tyler Harvey la Torino del basket ha tremendamente bisogno.

NUMERI

E il giocatore voluto in estate non può essere quello visto finora, descritto asetticamente da cifre poco congrue: 24,6’ di utilizzo medio, 6,2 punti realizzati, 2/11 da due, 8/29 da tre, 3/5 ai tiri liberi e 1,6 assist. Per di più, il 3/5 dalla linea della carità è stato frutto del primo match ad Avellino: dopo di che, Harvey non si è più presentato in lunetta. Il che significa una cosa sola: non ha più attaccato il canestro, limitandosi a sparacchiare da fuori quando possibile. Mentalmente, insomma, il ragazzo ha accusato il colpo di un inizio campionato più complicato di quanto si aspettasse lui per primo. Tutto serve per crescere, in realtà, se l’atteggiamento è quello giusto. E di Harvey – a differenza di Dawkins l’anno passato, tanto per essere chiari – non se ne parla che bene: gran lavoratore e anche compagnone, per nulla incline alla vita notturna e il sorriso (quasi) sempre ben stampato sul volto.

MILANO ALL'ORIZZONTE

Serve una scintilla per accenderlo e fargli ritrovare fiducia: serve una gran partita, probabilmente. Magari contro Milano, domenica all’ora di pranzo: match che si presenta da solo e che motiva a prescindere, anche se non pare proprio un problema di atteggiamento il suo. Di sicuro non può avere disimparato a fare canestro e i 23 punti segnati di media quando frequentava la Division I con Eastern Washington non possono essere stati un caso. “Arriverà”, dicono tutti in società. Intanto è arrivata a trovarlo la fidanzata, che rimarrà qui per almeno un altro mese: male non gli farà.  

Domenico Latagliata

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