A mente fredda: pregi (tanti) e difetti di Torino-Milano

15.11.2015 22:05

Dopo una raffica di pugni da far crollare un gigante, la Manital Torino reagisce e assesta il colpo a sorpresa conquistando una vittoria che vale doppio contro l’EA7 Milano. Una partita pazza, giocata in un PalaRuffini stracolmo di pubblico e passione (quindi non è impossibile riempire un palasport alle 12!) contro un’avversaria a tratti supponente, convinta di poter vincere “con la sola imposizione delle mani”, giocando in jeans i primi due quarti per poi “fare sul serio” nella ripresa. Invece la Manital ha dato una severa lezione alla squadra di Jasmin Repesa, giocando con umiltà e consapevolezza dei propri mezzi, senza dare nulla per scontato e lottando su ogni pallone, in attacco e in difesa, ricevendo il contributo essenziale da tutti i giocatori chiamati in causa. Strepitosa la prova del pubblico del PalaRuffini, che ha sentito il profumo della preda stordendo con le onde sonore i giocatori milanesi, incitando i propri beniamini ed esultando nel concitato finale. Una partita che ci ricorderemo a lungo, in cui Torino è stata in vantaggio di 10 punti ad inizio partita, per poi subire il pesante ritorno di Milano, squadra capace di lampi di assoluta onnipotenza alternati a momenti di scarsissima lucidità mentale. La Manital è stata splendida nel gestire l'avversaria con le giuste "vibrazioni", rialzando la testa ogni qual volta l'EA7 ha provato a chiudere la partita. "Complimenti a Torino - ha spiegato a fine partita Repesa - ma noi non siamo stati bravi a chiudere la partita le due volte in cui ne abbiamo avuto la possibilità", confermando i progressi di Torino sotto il punto di vista della tenuta mentale. VALIGIE - Non ha pesato sul morale della squadra il clima da “porte girevoli” che si percepisce in questo momento: Dyson, come avete letto nel post precedente, è già sulla strada di Torino, Ivanov ha le valigie pronte, uno tra Miller (probabile) e Robinson (già meno) lascerà il posto al nuovo playmaker. Con DJ White ancora fermo, Ebi in borghese con un elegantissimo completo scuro e Rosselli a sbraitare e incitare i compagni, il rischio di vedere un “suicidio assistito” era da prendere in considerazione. La risposta è stata strepitosa: Ivanov ha lottato come un leone sotto le plance, conquistando rimbalzi offensivi a profusione e facendosi sempre trovare libero in area, Robinson non ha stupito per punti segnati ma nel distribuire palloni (da urlo l’assist per la tripla di Dawkins nel finale) e nel difendere come un vero mastino su Gentile nei passaggi chiave della partita, Miller ha realizzato 16 punti nelle prime due frazioni, anche se la difesa rimane il suo più grande tallone d’Achille. Il peggiore in campo? Dyson, ma solo perchè gli assenti hanno sempre torto… PRONTI VIA - I primi minuti di partita sono stati da incubo: 1-5 per Milano, quindi 3-9 dopo pochi giri di lancette. Tracollo e disfatta? Neanche per idea! La Manital ha iniziato a macinare gioco, difendendo (non è un errore di battitura…) e innescando Miller e Ivanov. Nonostante il pessimo inizio (0/4 dall’arco) Dawkins ha progressivamente aumentato la qualità del suo gioco, chiudendo con 23 punti e tanta, tanta leadership. La stessa che ha sfoggiato Stefano Mancinelli, che non ha raggiunto la doppia cifra sul suo personale tabellino, ma ha cercato i compagni con giocate di pregio, difendendo e anticipando nella propria metà campo. DAWKINS - Giocatore eccellente. Andre Dawkins è riuscito a unire allo stile eccelso del suo gioco anche un’efficacia da veterano: inizio pessimo, almeno al tiro dall’arco con un deprimente 0/6 nei primi 20’, ma la faccia giusta, cattiva, determinata, pronta a dimostrare sul campo che le voci sul suo taglio che circolavano qualche settimana fa erano bestemmie. Dawkins ha chiuso con 23 punti fatti di schiacciate, difesa, triple, passaggi lineari e proprio per questo splendidi: con i piedi per terra è una sentenza, se innescato dai compagni può essere il vero punto di forza dell’attacco torinese, specialmente vivendo sugli scarichi di un gran attaccante come Dyson. IVANOV - Preziosissimo, si è fatto trovare sempre libero in area, ha giocato il pick and roll con grande incisività, ha catturato rimbalzi offensivi a profusione, sporcato palloni, picchiato, inveito. Una considerazione: il mancato prolungamento del contratto di Ivanov toglierà a Torino un punto di riferimento. Ci mancherà Dejan… LA DIFESA - La difesa di Torino oggi mi è piaciuta. A tratti. Robinson ha difeso molto bene su Gentile, specialmente nei momenti chiave della partita, Dawkins è riuscito a tenere alta la concentrazione per tutti i minuti in cui è stato chiamato in causa. Anche Mancinelli ha dato il suo apporto, rubando spesso palla e tenendo botta contro il reparto lunghi di Milano. Progressi, siamo sulla buona strada. GENTILE - Oggi non ha giocato la sua miglior partita, ma ha regalato i lampi di grande basket propri del fuoriclasse. Ha provato a vincere la partita in tutti i modi, ha tirato la tripla del possibile +1 con una manciata di secondi da giocare, ha segnato la tripla del pareggio a quota 81 con tutto il peso sulle spalle, in un momento cruciale del match. Quanti di voi a 23 anni avrebbero pensato di poter vivere un momento del genere? Per lui è quotidianità. CONSIDERAZIONI SPARSE - Sono contento per la grande prova di squadra. Sono contento per Giachetti, che ha segnato punti pesanti nonostante il “plus/minus” lo penalizzi e si è preso una bella rivincita contro la sua ex squadra al pari di Mancinelli. Son contento per Fantoni, che ha lottato e fatto a sportellate contro McLean e Barac, portando ampiamente a casa il proprio bottino fatto di aspetti tecnici ed emotivi. La gestione della partita è stata ottima da parte dello staff tecnico guidato da Luca Bechi, che ha centellinato il minutaggio dei suoi atleti gravati di falli, dato spazio a Mascolo, gestito al meglio la partita. Dopo le sconfitte con Reggio Emilia e Venezia qualcuno ha affermato che “non erano quelle le partite da vincere”. Sciocchezze. Tutte le partite sono da vincere. Perchè vincere aiuta a vincere e la partita di oggi avrà più benefici in futuro piuttosto che quelli dei due punti in classifica. L'atteggiamento è stato quello giusto, Torino ha morso per tutti i 40' di gioco facendo capire alla squadra di Repesa che per uscire indenne dal PalaRuffini sarebbe servita una grande prestazione. IL FUTURO - Con tutta probabilità domenica saranno ben due i “nuovi innesti” in casa Manital Torino: oltre a DJ White, mai sceso in campo in campionato a causa di un infortunio alla mano ma ormai pronto a giocare, sarà probabile l’esordio anche di Dyson. La vittoria con Milano non deve trarre in inganno: con Capo d’Orlando, domenica al PalaRuffini, sarà una sfida da non perdere, molto difficile da interpretare e da vincere, con tante incognite. DYSON - Ormai la notizia è di dominio pubblico, il playmaker ex Sassari vestirà il gialloblù a partire dalla prossima settimana. Un grande innesto, che cambierà radicalmente le gerarchie in attacco ma regalerà uno dei migliori attaccanti di tutta la Serie A: con lui e con il ritorno di White e Ebi la Manital raggiunge il suo assetto definitivo. ARBITRI - “Le squadre italiane hanno difficoltà in Europa: c’è una fisicità diversa, i contatti sono più tosti e gli arbitri fischiano molto meno”. Perfetto, adeguiamoci.  Terna da brividi, capaci di fischiare i sospiri e lasciar correre la lotta greco-romana. “Non iniziare che ti sbatto fuori” la prima conversazione con Gentile. 57 falli fischiati. CINQUANTASETTE.   MANITAL TORINO-EA7 MILANO 85-83 (22-14, 41-40, 63-60) Manital: Ivanov 17, Giachetti 8, Mancinelli 9, Fantoni 4, Robinson 4, Mascolo, Dawkins 23, Miller 20, Crespi ne, Orsini ne. All.: Bechi. EA7:: McLean 23, Lafayette, Gentile 18, Cinciarini 5, Jenkins 10, Hummel 8, Barac 6, Simon 13, Amato ne, Cerella, Magro ne, Lawal. All.: Repesa. Arbitri: Paternicò, Bettini e Calbucci. Note - Tiri liberi: Manital 21 su 29, EA7 19 su 24. Tiri da tre punti: Manital 8 su 26, EA7 8 su 19. Rimbalzi: Manital 30, EA7 33. Usciti per 5 falli: Simon (EA7), Hummel (EA7). Fallo tecnico a Simon e Dawkins al 27’, Luca Bechi al 34’, Simon al 35’. Spettatori: circa 4000.   (La foto è stata gentilmente fornita dall'Ufficio Stampa Auxilium Cus Torino)

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